venerdì, 31 ottobre 2008

Francesco Cossiga - Ecrasez l’infame

Un Infame Al Senato Della Repubblica

Nella storia politica italiana esiste un'antica tradizione che interpreta l'esercizio del potere in senso autoritario e militaresco, da Depretis a Crispi, da Bava Beccaris a Pelloux , l'idea centrale di questa concezione è che il popolo sia una massa di ignoranti e stupidi, incapace di intendere e volere e che, quindi, vada manovrato e guidato da una eletta schiera di pochi saggi e nobili individui che sanno cosa è bene e che hanno il diritto e dovere di ricorrere a qualsiasi strumento per esercitare questa loro funzione.
Qualora il popolo sbagli, i nostri eroici unti del signore, si arrogano dunque il diritto di correggere il suo errore con le buone o con le cattive. Naturalmente tutto questo non ha niente a che fare con la democrazia e con la nostra Costituzione repubblicana che riconosce la sovranità popolare, la libertà di pensiero e di opinione e la libera manifestazione del proprio dissenso politico.
Ma per questi individui le costituzioni sono carta straccia, sono solo un paravento dietro il quale si nasconde il principio che ad esercitare la sovranità devono essere loro stessi in quanto si reputano esseri superiori.
A questa cerchia di presuntuosi idioti, appartiene anche Francesco Cossiga. Non ci si lasci ingannare dal fatto che Cossiga dia di se stesso l'immagine di un inoffensivo e strambo vecchietto, le cui principali attività consistono nell'insultare gli altri, fare oscuri riferimenti a dossier segreti in suo possesso per ricattare le persone, urlare e sragionare. Non si tratta, come lui ama far credere, di uno stizzoso e vulcanico vecchietto da non prendere sul serio, ma di uno dei più pericolosi e astuti uomini politici italiani, capace di tutto.
Quest'uomo è stato ministro dell'interno, presidente del consiglio dei ministri, presidente della repubblica; quest'uomo, ricoprendo tali cariche, ha giurato fedeltà alla nostra Costituzione repubblicana; quest'uomo ha tradito la sua parola e perso il suo onore perché è venuto meno a quel giuramento; quest'uomo è un infame!
Una simile accusa a questo simpatico uomo politico è ingiusta?
Giudicate voi, accanto al suo operato pubblico e ufficiale vi è una storia di oscure manovre che vedono il simpatico Cossiga tramare nell'ombra: da Gladio alla P2, da oscure trame di servizi segreti a legami con potenze straniere, la cosa divertente è che Cossiga non ha mai nascosto questo, anzi, non fa che vantarsi, lui, un traditore, di avere salvato la Patria.
Prove? Sono tante, ma bastano le sue stesse parole pronunciate in questi giorni a testimoniare di come venga inteso il potere e di come venga interpretata la democrazia da pericolosi malfattori, nel senso etimologico del termine di "chi fa male", del suo stampo:
Ecco le dichiarazioni fatte da Cossiga in un'intervista:
DOMANDA: Gli universitari, invece?
«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».
DOMANDA: Dopo di che?
«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».
DOMANDA:Nel senso che...
«Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».
DOMANDA: Anche i docenti?
«Soprattutto i docenti».
DOMANDA: Presidente, il suo è un paradosso, no?
«Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».
DOMANDA: E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.
«Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio».
Riassumiamo:
1. reprimere con la violenza qualsiasi manifestazione politica sia contraria a quanto gli esseri superiori come Cossiga ritengono sia la verità
2. infiltrare tra chi dissente loschi figuri da pescare tra i peggiori elementi delle forze dell'ordine e dei servizi segreti, e far si che questi provochino violenze
3. lasciare il paese in preda a queste violenze per giorni
4. quando l'opinione pubblica, manipolata dai mass media, chiede ordine
5. inviare le forze dell'ordine a massacrare i manifestanti
Tutti sanno che una simile politica, realmente applicata da Cossiga quando era ministro degli interni, è il contrario di quanto la costituzione italiana sancisce, su Cossiga pesa la più grave delle colpe, avere tradito il suo giuramento di fedeltà alla costituzione, quest'uomo che si crede superiore alle leggi e alla stessa costituzione è solo un vigliacco e traditore, privo di onore che dovrebbe stare in galera e non assiso su uno scranno del senato della Repubblica.
A un individuo del genere si applica bene il famoso motto di Voltaire "Ecrasez l’infame"
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sabato, 13 settembre 2008

Gelmini, gli italiani e la riforma della scuola

La riforma della scuola elementare del ministro Gelmini spiegata con il  calcio agli italiani
Che la scuola sia importante è un'affermazione che la maggioranza degli italiani, prima ancora di rifiutare, troverebbe incomprensibile. Convincerli di una cosa del genere sarebbe come parlare ai sordi. Da un popolo con la prevalenza di analfabeti (totali, strumentali, funzionali, di ritorno), dove pochissimi hanno una laurea e moltissimi, al massimo, la licenza elementare, non ci si può certo aspettare un giudizio diverso. Forse l'italico popolo, potrebbe, al massimo, convenire sul fatto che una piccola importanza la scuola può anche averla, certo dopo il calcio e i talk show, le veline e i tronisti, porta a porta e i reality. Diciamo quindi che per gli italiani la scuola ha una piccola importanza. Certo non è necessario alcuno sforzo per convincere questi intrepidi eredi di Dante e Petrarca, Boccaccio e Manzoni, che la scuola oggi "fa schifo", per usare un gergo nazional popolare. Non sarà difficile nemmeno convincerli che, seppur poco importante, è meglio che la scuola funzioni bene piuttosto che funzioni male. Nonostante la scarsa dimestichezza con il ragionamento e la mia personale scarsa fiducia nelle sue doti intellettive, il nostro italico popolo concorderebbe. Si badi bene, non è che gli italioti siano stupidi o ignoranti, molto peggio, sono stupidi e ignoranti che credono di essere furbi e se uno stupido e ignorante, consapevole di ciò ,è sulla strada per arrivare all'intelligenza e alla sapienza, lo stupido e ignorante che ritiene di essere furbo,  è destinato a rimanere tale: stupido e ignorante!
Come spiegare allora a questi furbi italiani quello che sta succedendo ad opera del ministro della pubblica istruzione Gelmini? Molto seplice, è sufficiente calarsi al livello intellettuale della maggioranza dei nostri compatrioti e usare immagini e un linguaggio che essi comprendano, per esempio quello del calcio.
Immaginate che la vostra squadra di calcio sia agli ultimi posti, non della serie A, ma della serie B, rischi quindi di retrocedere ancora. La vostra squadra del cuore fa, insomma, schifo, un po come la scuola italiana. Se andate a vedere la situazione della vostra squadra scoprite che ha l'attacco tra i peggiori del campionato e il centrocampo è come se non lo avesse. Il solo reparto che ancora tiene insieme la squadra e fa un po' sperare è la difesa, che è, diciamo, tra le prime tre del campionato. La squadra del cuore è la scuola italiana, l'attacco è la nostra scuola superiore tra le peggiori dei paesi sviluppati, il centrocampo è la nostra scuola media, ancora peggiore della superiore e quasi ultima (vedi dati OCSE). E la difesa? Ebbene, nessuno ci crederà ma lo voglio dire ugualmente, la difesa è la nostra scuola elementare, una delle migliori al mondo, imitata a presa a modello da tanti altri paesi, un piccolo miracolo, la nostra scuola elementare è una scuola di eccellenza. So che pochi mi crederanno, eppure, si rassegnino, consultino classifiche e graduatorie stilate dai vari organismi internazionali, il risultato è che da tanti paesi del mondo si viene in Italia per studiare il  modo in cui funziona la nostra scuola elementare. Ma prima che la maggioranza dei compatridioti smetta dei leggermi, torniamo al calcio.
Immaginate ora che l'allenatore della vostra squadra del cuore, nel tentativo farla progredire e migliorare, capisca che è il caso di operare dei grossi cambiamenti e quindi decida di modificare in modo sostanziale ... che cosa? L'attacco? no. Il centrocampo? no. La difesa. Ebbene si il vostro allenatore decide di cambiare in modo sostanziale e drastico proprio il solo reparto che funziona, e non funziona bene, funziona benissimo. Cosa fareste cari compatridioti? Immagino insulti pestaggi rivoluzioni, che tutto gli italidioti possono sopportare e li puoi pure calpestare, sfruttare, spremere  e far fessi in tutti i modi, ma guai toccar loro il calcio. Ebbene, non voglio immaginarmi una reazione troppo truculenta, immaginiamo quindi che il nostro tifoso sia un po inglese e compassato e reagisca soltanto dicendo dell'allenatore:  perbacco! che stupido imbecille!
Ecco, questo è quello che sta succedendo nella scuola italiana, l'allenatore, il ministro Gelmini, ha deciso di operare modifiche sostanziali, il ritorno al maestro unico, nell'unico reparto in cui la nostra scuola è a livelli di eccellenza mondiale: la scuola elementare.
Cosa dirà il nostra compassato tifoso? Certo non "stupido e imbecille" rivolgendosi al ministro, sia per il rispetto che si deve alla carica istituzionale che Mariastella Gelmini riveste, sia perché, anche una semplice critica al ministro comporta l'essere identificati dalla polizia, figuriamoci se si definisse la Gelmini stupida e imbecille cosa, giustamente, accadrebbe: deportazione, arresto, licenziamento.
Rimane quindi aperto il problema: cosa dirà il nostro tifoso del ministro Gelmini?
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mercoledì, 13 agosto 2008

tiepolo_veritàLe Olimpiadi,  le italiche merdacce e l'occultamento della verità
Che ne è della verità?
La fantozziana merdaccia, per dire di chi nulla vale e a nulla serve perché piega ad ogni vento la sua volontà, ritorna olimipionicamente alla ribalta con Pechino 2008. L'eroico difensore della libertà e esponente di punta del partito della libertà nonché ministro degli esteri della italica repubblica, il diosonorevole Frattini, riempie di dichiarazioni i nostri giornali e il mondo intero, dichiarazioni da cui tutto traspare, tranne qualsivoglia riferimento alla libertà e alla sua rivendicazione. Pare che questo caldo amante della libertà ritenga che non sia il caso di indisporre la Cina, per carità. Anzi, questa merdaccia, con una logica di stringente idiozia, rimprovera coloro che osano criticare la Cina e che chiedono una qualche forma ufficiale/ufficiosa di dissociazione dalla più grande dittatura esitente al mondo, forse la più grande mai esistita. A suo dire, infatti, non si deve criticare ora la Cina, ma la si dovrebbe criticare in altre occasioni, non proprio quando questo paese illiberale e schiavista, ospita le olimpiadi. L'infame idiozia del ragionamento è che non sono certo le varie organizzazioni mondiali che difendono la libertà (la difendono veramente non tanto per fare propaganda politica come il PDL) a limitarsi a farlo in questa occasione, che, anzi, lo fanno e lo hanno sempre fatto da parecchi anni in qua. Sono invece certi partiti e certi individui che non criticano, né mai hanno criticato, lo stato totalitario cinese.
L'imbecillità arriva a vette davvero olimpiche se si considera che i difensori della Cina sono proprio quei berlusconidi che da sempre tuonano per la libertà e da sempre condannano la ferocia e illiberalità del comunismo, con libri neri, invettive incandescenti e dossier (falsi, vedi il caso di quel verme di Renato Farina, prima giornalista prezzolato, ora parlamentare del PDL, come premio per aver costruito un falso dossier per provare che Prodi era, udite udite, una spia del KGB). Feroci nemici del comunismo a parole, il presidente Berlusconi e i suoi cavalieri difensori della libertà, nei fatti, non fanno che difenderlo.
Questo non capita solo con la Cina, uno dei più grandi criminali comunisti, Putin, attuale primo ministro della Russia, ex membro del KGB in cui ha formato la cua concezione di dittatura democratica che poi ha messo in atto. E chi è uno dei più grandi amiconi di questo criminale comunista? Ma il nostro disonorevole e presidente Berlusconi, perché mai scandalizzarsi quindi per il filocomunismo di quella merdaccia di Frattini?
Naturalmente non si possono bloccare le Olimpiadi qualche mese prima del loro inizio, sarebbe idiota, né si può pretendere che atleti e responsabili dello sport nazionale vadano in giro per la Cina a fare comizi in piazza, si può pretendere, da coloro che si definiscono Partito delle Libertà, qualche segnale? una firma in una petizione? Una piccola critica magari sottovoce per non rischiare di farsi sentire da qualcuno? Le Olimpiadi non dovevano essere fatte a Pechino, questo il punto. Si sono fatte per motivi politici ed economici, insomma per la logica del profitto. Questo fatto è stato mascherato da considerazioni umanitarie che si sintetizzano in un altro ragionamento degno di comparire sull'enciclopedia galattica dell'imbecillità, quando sarà pubblicata. Il ragionamento è il seguente: facendo le olimpiadi a Pechino si favorisce il processo di democratizzazione della Cina. E perchè mai? non si capisce proprio su quali premesse si basi tale ragionamento. Forse nella politica dell'imbecillità perseguita dai nostri politici, destra o sinistra poco cambia, quanto successo pochi mesi fa in Tibet costituisce un primo passo del processo di democratizzazione della Cina?
In realtà, dietro i paraventi democratico - umanitari si nasconde il vero motivo, il solito, profitto e commercio. Niente di male, certo, ma allora si dovrebbe dire quello che chi non è ignorante sa bene: non possiamo fare a meno della Cina per motivi di politica economica, quindi chi se ne frega della libertà, facciamo le Olimpiadi a Pechino.
Ma naturalmente i governi occidentali, sempre pronti a intervenire quando il loro profitto è minacciato (vedi alla voce Iraq), fanno della menzogna il normale modo di comunicare alle loro opinioni pubbliche, non possono dire la verità, che è la logica del profitto a determinare le loro scelte, creerebbe problemi con la pubblica opinione, e così aggirano la democrazia, basata sul principio della trasparenza, sostituendo alla verità una rappresentazione fantastica e falsa di ciò che fanno, un po come accade nella pubblicità o, tanto per citare l'ennesima cretinata della politica italica, come la verità di Tiepolo, sul cui seno, qualche cretino dello staff berlusconiano (certo non il nostro arzillo vecchietto, che nonostante l'età ama molto le tette) è stato dipinto un reggiseno, nel pià totale disprezzo sia dell'arte che della verità.
Nessuno scandalo qui ndi se le Olimpiadi si fanno a Pechino, un pochino di sconforto per l'ennesimo episodio di quella strategia della menzogna che sistematicamente viene portata avanti dai regimi democratici occidentali da molti troppi anni, dalle false prove sulla presenza di armi di sterminio di massa in Iraq, alla attuale fiducia in un cominciamento di progresso democratico in Cina grazie alle Olimpiadi. Ma la trasparenza è o non è elemento fondamentale della democrazia? Speriamo che non lo sia, speriamo che la menzogna sia parte integrante della democrazia, che se così non fosse, non potremo dare tante lezioni di democrazia agli altri come facciamoo, dato che ne saremo privi anche noi
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giovedì, 10 luglio 2008

Esami di Stato e cretinismo burocratico

Gli esiti dell'esame di stato e gli imbecilli al potere

Si sa che il legislatore, quell'entità astratta che legifera e la cui manifestazione concreta è data dalla ciurma di cialtroni che siedono in parlamento e dai mentecatti che ci governano, non brilla in Italia né per la sua intelligenza, né per le competenze linguistico - esptressive. Se si vogliono abbandonare le grandi questioni per venire a considerare quelle piccole, ma non meno importanti perché riguardano la vita quotidiana dei cittadini, si può constatate a quali livelli di imbecillità il legislatore riesca a giungere nel campo della scuola. Nell'esame di stato, momento fondamentale nella vita di migliaia di ragazzi, il legislatore trova da anni un fertile terreno per manifestare la propria stupidità.
L'esame comincia con lo scrutinio nel quale viene formulato il giudizio di ammissione, il maturando attende trepidamente l'esposizione dei risultati, ma tutto quello che è dato a lui conosere è il solo giudizio Ammesso/non Ammesso, i voti che hanno portato a tale giudizio non vengono pubblicamente esposti .... perché? Motivi di privacy? No, il garante si è più volte pubblicamente espresso in senso contrario, i voti possono essere pubblicati, ma il nostro povero maturando dovrà fare domanda in segreteria per consocere i suoi soli voti, non potrà conoscere quelli dei compagni, non potrà mai sapere come il suo consiglio di classe ha valutato e giudicato la classe, in totale dispreso della trasparenza.
Ma non finisce qui, al termine dei tre scritti non potrà conoscere il voto di ciascuno dei tre scritti, ma solo la loro somma, se vorrà sapere qualcosa di più dovrà fare domanda in segreteria.
Massima espressione dell'imbecillità del legislatore e delle sue terrene  incarnazioni - parlamentari, ministri, burocrati, ecc. - viene raggiunta nell'esposizione dei risultati finali. Immaginatevi la situazione, l'eroico candidato al diploma, dopo giorni di attesa, può solo visionare un elenco di nomi alla cui sinistra compare l'espressione esito positivo/esito negativo. esame delle urine? no, è tutto ciò che a lui è dato sapere del suo esame, per conoscere il voto dovrà fare domanda in segreteria, il voto è diventato segreto, il voto di un atto pubblico non deve essere pubblico e non potrà mai sapere il voto dei suoi compagni per potersi fare un'idea del modo in cui la commissione ha valutato. Si tratta di una novità dovuta all'Ordinanza Ministeriale n° 30 del 10 marzo 2008 di una delle manifestazioni terrene più cretine che i legislatyore ha assunto in questi anni, il ministro Fioroni. Non volendo essere da meno in fatto di imbecillità, la ministra Gelmini, con una nota ministeriale del 20 Giugno attua una decisiva riforma per il bene della scuola: non deve scriversi Diplomato/non Diplomato, ma Esito Positivo/Esito Negativo .... Ah ... in quali nobili e possenti mani riposa il bene della nostra cosa pubblica!!!!!
Tutto ormai è nascosto e segreto, niente deve essere dato sapere, la trasparenza, fondamento della democrazia e del pluralismo, devono essere soppresse. Oltre alla beffa vi è anche il danno: io, insegnante, non posso conoscere i voti che i miei alunni, alunni che ho preparato per l'esame, hanno riportato all'esame; le aziende non potranno conoscere i nomi degli alunni meritevoli, alla faccia di un ritorno a una politica non "meritocratica", ma che premi il merito; le segreterie delle scuole saranno intasate di inutile lavoro (on spreco di tempo e di denaro pubblico) perché impegnate a comunicare voti a centinaia di migliaia di alunni/e. Tutto questo perché? Ciò non è dato sapere, dobbiamo chinare muti la fronte dinannanzi alla suprema stupidità del legislatore.
Si può anche pensare che non si tratti poi di un grande problema, ma si sbaglierebbe a pensare ciò. Non è la presenza di grandi problemi a segnalare il totale decadimento di una società, è quando anche i più piccoli fili di cui è intessuta la vita quotidiana sono imbevuti di imbecillità che si può, senza fallo, affermare che una società è giunta al capolinea. Siamo al totale rovesciamento del buon senso e dell'intelligenza, la stupidità legifera sovrana e la cosa pubblica e nelle mani di uno stuolo di cretini e del loro agire imbecille, ma quando la politica diventa esercizio di imbecillità allora non è più politica, è divenuta antipolitica, l'antipolitica è al potere: Quindi attenzione, non la rabbia e lo sdegno contro questa politica sono antripolitica, ma questa politica è antipolitca, devastazione della cosa pubblica che può ormai essere fermata solo con lo sradicamento della stupidità, è necessario resistere ai cretini e fermarli

 

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lunedì, 07 aprile 2008

Si alle Olipiadi ma non in Cina

Non boicottiamo le Olimpiadi, facciamole pure .... ma non in Cina
Le Olimpiadi si tenevano in Grecia già a partire dal 776 a.c. e comportavano la cessazione di tutte le ostilità e un periodo di tregua sacra. Anche nel mondo moderno l'Olimpiade nasce per celebrare i valori della fraternità tra i popoli. i giochi del 2008 sono stati assegnati a uno stato che esercita in modo autoritario il potere nei confronti del Tibet e dei suoi stessi cittadini.
Non è la prima volta che questo capita, le stesse olimpiadi del mondo antico furono soppresse a causa dell'intolleranza dei cristiani. Fu infatti un editto di Teodosio del 393 d.c., scritto sotto l'influenza di uno dei personaggi più intolleranti della storia dell'occidente, il vescovo Ambrogio di Milano, a porre fine alle Olimpiadi in quanto rappresentavano riti pagani in contrasto con la religione cristiana.
Ora l'intolleranza del governo cinese mette a repentaglio i giochi del 2008. Non è la prima volta che un paese, chiaramente indegno di ospitare i giochi olimpici, è chiamato a farlo, ma potrebbe essere la prima volta che, finalmente, si reagisce a questa ingiustizia. E' inutile sprecare bit per denunciare il carattere censorio e autoritario del governo cinese, assenza di libertà di pensiero, associazione, stampa, trattamento disumano della propria popolazione (uno dei segreti del boom economico), insomma la Cina è in questo momento il simbolo di tutto ciò che di mostruoso e sanguinario agita e ha sempre agitato la tragica storia umana.
Ma si può fare qualcosa, togliere le olimpiadi alla Cina, non boiccottarle, e perché mai boiccotarle? Sarebbe darla vinta alla prepotenza cinese, ma farle da qualche altra parte, magari con meno enfasi e pompa, con meno dispendio di denaro e meraviglie architettoniche e tecnologiche, ma con molto più rispetto dei valori sportivi e umani che le olimpiadi dovrebbero rappresentare.
C'è un solo ostacolo che impedisce di consegure questo storico obiettivo, la vigliaccheria di quei governi che sempre sio dichiarano pronti a lottare per la libertà e la democrazia, ma solo quando loro conviene ......
SI ALLE OLIPIADI MA NON IN CINA

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sabato, 29 marzo 2008

Trichet, l'inflazione, la recessione e il crmine dei tassi di interesse

Trichet e il mistero dei tassi di interesse
Tutti gli organismi finanziari internazionali rivedono le loro stime sulla crescita dell'economia al ribasso, dalla FED all'ufficio di statistica francese Insee, dal FMI all'OCSE, per finire con la stessa UE. Questo significa se non recessione perlomeno una stagnazione dell'economia. Per l'Europa, per esempio, l'OCSE prevede una crescita del PIL dello 0,5% nei primi sei mesi del 2008. La stessa BCE ha ribassato la crescita dell'economia dei paesi dell'euro a 1,3-2,1% da 1,5-2,5%. E l'altro pericolo? L'inflazione che tanta paura fa a Jean-Claude Trichet, l'eroico presidente della BCE che si rifiuta di abbassare i tassi dell'euro? La BCE prevede un'inflazione per il 2008 tra il 2,6-3,2%.
Cosa fareste se foste in piena savana africana, armati di un fucile con un solo colpo a disposizione, un vostro amico (gli Usa) è già stato aggredito e ferito da un leone inferocito (la recessione) che ora sta balzando verso di voi (previsioni al ribasso della crescita dell'economia europea), mentre un rinoceronte (l'inflazione) vi osserva nervoso non si sa con quali intenzioni, forse quella di caricarvi (evidentemente non è la vostra giornata fortunata:-)? Chiunque sparerebbe al leone che gli sta balzando addosso, mentre il rinoceronte, pur guardandovi in modo poco affettuoso, per ora non sta caricando. Chiunque sparerebbe al leone, chiunque meno un solo, l'indomito e stupido genio della finanza, Jean Claude Trichet, lui sparerebbe, spara, al rinoceronte.
Non occorre essere geni della finanza per capire che la stagnazione non è un possibile pericolo futuro, ma un problema reale che ci ha già colpiti, mentre l'inflazione, nonostante la crescita enorme del prezzo delle materie prime (petrolio) rimane a livelli bassi (2,6-3%). perché allora alzare i tassi? Non è necessaria la sapienza economica di Trichet per capire che aumentando il prezzo del denaro si diminuiscono gli investimenti, si comprime la domanda di beni e servizi, si tiene alto il valore dell'euro a danno delle esportazioni, si mettono nei guai le famiglie (vedi mutui) e si contribuisce a mettere in difficoltà l'economia che vedrà rallentare la sua, già piuttosto bassa, crescita. Inoltre, ma questo Trichet lo sa benissimo, la politica di tenere alti i tassi funziona contro l'inflazione qualora questa inflazione sia generata da un eccesso della domanda rispetto all'offerta (mentre in area euro la domanda dei consumatori stagna la sua curva è come quella dell'attività cerebrale di Trichet, piatta) o da un'eccessiva quantità di moneta in circolazione (ma così non è tanto che la stessa BCE ha dovuto immettere valuta in circolazione), ma allora? Perché monsieur le Trichet persevera nel suo errore? Per ignoranza? per stupidità? No, per quanto il nostro eroico banchierozzo non brilli per acume e apertura mentale, non si tratta di questo, non è possibile immaginarlo così stupido e fesso, e allora?
Il suo comportamento resta incomprensibile, inspiegabile, un vero mistero, a meno che, nel giudicarlo, non stiamo partendo da una premessa errata, che Trichet voglia evitare la recessione. In effetti la sola spiegazione razionale possibile è che Trichet si stia comportando in questo modo per il semplice fatto che vuole la recessione. Non è detto che ciò che è un male per i più (la recessione), sia un male per chi conta di più (la storia è piena di esempi). Questa dunque la sola plausibile conclusione, Trichet, capo della BCE, vuoel la recessione, ora il suo comportamento non appare più incomprensibile, ma logico e sensato, anche se criminale. Per quale motivo questo criminale voglia la recessione, lascio che siano menti più acute e brillanti della mia a dirlo, ma questo è per me sicuro, stiamo subendo la politica monetaria di un delinquente ...
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venerdì, 14 marzo 2008

Giuliano Ferrara e l'aborto

Dichiarazione di Giuliano Ferrara, campione della vita e templare dell'ordine della pancera: «sulle porte delle cliniche abortiste dovrebbe esserci lo slogan: "Abort macht frei", così come all'ingresso del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau c'era scritto "Arbeit macht frei"».
Non si disquisisce sul fatto che la legge sull'aborto sia giusta o meno, in un paese pluralista chiunque ha diritto a esprimere le sue opinioni, lottare per le sue idee e quindi dar battaglia per far si che la legge sull'aborto sia abolita. Infastidisce la rozzezza del tono, l'incapacità di argomentare le proprie idee e la volgare gratuità dell'accostamento, la boriosa presunzione con cui, autoproclamatisi giudici del vero e del giusto,  si aggredisce, l'interlocutore sbavando rabbia e insulti. In Ferrara questi piccoli difetti non nascono da ignoranza, ma dalla elevata considerazione di sé che lo anima, e dalla intolleranza per chi osi pensarla diversamente da questo cardinale Richelieu del XXI secolo, come egli ama pensarsi. Gli ebrei massacrati nei campi di concentramento sono le vite stroncate dall'aborto, le mamma e i medici sono come i nazisti, Ferrara si immagina come le truppe alleate, pronto a spazzar via i laici nazisti. Ovviamento Ferrara sa che queste sono cretinaggini, sa bene che basterebbe educare più di quanto non si faccia alla prevenzione (anticoncezionali e così via) per vedere ridursi il fenomeno dell'aborto ancora maggiormente di quanto non si stia già riducendo, sa bene che ai tempi dell'aborto clandestino erano decine di migliaia le donne che morivano. Ma parlare concretamente e propositivamente del problema non gli interessa, il grande Richelieu-Ferrara ama la guerra, vuole la crociata, l'intollerante non si confronta con i suoi interlocutori, li deve spazzare via e ogni mezzo è buono anche la volgarità, la rozzezza, il rabbioso sbavare.
Non sarà certo questo peso leggero dell'intelligenza, questo moscerino dello stile, a rendere la situazione del nostro paese, irreversibilmente avviato al declino, più grave di quanto non sia, però fa piacere poter smascherare l'ennesimo cretino e potersi riconoscere diversi da lui

 

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giovedì, 17 gennaio 2008

Folena, il diritto d'autore e i siti didattici

Diritto d'Autore, libertà di Pensiero e i gli impolitici che ci governano

La legge sul diritto d'autore, con il suo nuovo comma 1-bis nell'articolo 70, dovrebbe venire incontro ad un utilizzo libero per fini non commerciali (didattici, scientifici) di prodotti coperti da diritto d'autore, sembrerebbe una buona notizia, invece sono tali i motivi di disgusto e rabbia che produce, da costituire un ulteriore motivo per spingere verso la pirateria informatica, che sembra ormai la sola soluzione per difendere la libertà di pensiero e di comunicazione. Ecco infatti cosa recita il comma firmato da Folena,  presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, che fa parte della riforma della legge 70 sul : "È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro."
In pratica posso proporre ai miei alunni un quadro che illustri un qualche episodio della storia o un qualche concetto della filosofia, purché non si veda bene; posso far loro visionare un filmato documentario sulla prima guerra mondiale, purché non si veda bene; posso far sentire una canzone di una qualche epoca storica o la voce di un qualche politico del passato, purché non si senta bene. A quel punto posso anche tenere le mie spiegazioni, purché non si capiscano bene e adeguare quindi il mio insegnamento agli strumenti multimediali che la legge mi consente di usare, insomma una didattica multimediale degradata imposta per legge.
I cretini che ci governano, che siedono nel palazzo della politica, meritano tutto il disprezzo che un essere umano può provare, ma non sarebbe neanche un gran danno se si limitassero a truffare, rubare, brigare per nomine, per creare nuovi enti inutili e stupendiare parenti e amici. Il fatto che questi impolitici pretendano di governare, creando molti più danni di quanti ne farebbero se si limitassero alla loro principale attività (coprirsi di prebende, privilegi e così via), è la vera sciagura. Una classe impolitica che non conosce ricambio se non quello dato dal decesso per vecchiaia, uomini decrepiti, in parte incapaci di comprendere la realtà in cui loro non vivono, in parte al servizio di interessi (major, aziende discografiche e altri campioni dei diritti degli artisti e degli autori).
L'ignoranza degli impolitici, la loro incompetenza, hanno un che di divino, sono senza limiti .....
La sola arma contro costoro sembra quindi la pirateria che è diventata la frontiera dove si combatte per difenderà i diritti dell'individuo, la libertà della comunicazione, la nuova frontiera del sapere che è nella cooperazione e condivisione delle consocenze perciò .....

W LA PIRATERIA
E
DEGRADIAMO GLI IMPOLITICI E IGNORANTI INDIVIDUI CHE LEGIFERANO

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giovedì, 17 gennaio 2008

Lady Mastella, Ceppaloni e la persecuzione dei cattolici

Lo sdegno attraversa il mondo, dall'Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, è tutto un susseguirsi di reboanti interventi in cui si esprime solidarietà alla grassa sanguisuga di Ceppaloni e alla sua eroica consorte, la filosofa del paraculismo Lady Mastella. E i giudici? Questi brutali inquisitori? Ma come osano indagare sulle nomine negli ospedali e negli enti pubblici? Come se queste nomine fossero manipolate da poilitici e partiti? Ma quando mai? Tutti noi cittadini sappiamo che negli ospedali e negli enti pubblici vengono nominati per merito solo i migliori, a prescindere dalla loro appartenenza politica.
I più fulgidi esempi di idiotismo politico, Gasparri e Bondi, due organismi intellettualmente modificati e diversamente intelligenti, proclamano il crollo del sistema democratico. Perché? Forse una rivoluzione è alle porte? Forse la guerra e il totalitarismo incombono sull'Italia? No, la democrazia sta crollando perché la magistratura fa quello che deve fare, indagare sula corruzione e concussione dei politici e sul sistema mafioso delle nomine alle alte carite degli enti pubblici. Ma come? Forse che i politici sono cittadini come gli altri? Forse che la legge deve essere per loro la stessa che per i semplici cittadini? Evidentemente la percezione che i politici, questi parassiti incompetenti espressione dell'antipolitica, hanno della legalità è diversa dalla nostra. Per loro è prassi talmente comune e consolidata che le nomine avvengano in base ad appartenenza politica e giochi di potere, che, poverini, rimangono sconcertati se qualcuno osa mettere in discussione il loro operato.
Ma la cosa più avvincente è leggere le parole della novella Giovanna d'Arco, Sandra Leonardo Mastella, leggete un po a quali abissi di paraculismo e ipocrisia può arrivare l'animo umano: "Credo che anche questo è l'amaro prezzo che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro ogni fanatismo ed estremismo. Basta guardare alla vicenda del Papa di questi giorni per capire cosa avviene ai cattolici".  Capite? La povera martire è perseguita non perché sospettata di avere commesso un reato, ma quando mai, ma perché quei cattivi Neroni della procura di Santa Maria Capua Vetere, vogliono colpire questi due luminosi esempi di pietas cattolica: la sanguisuga di Ceppaloni e la sua santa e filosofa compagna.
Bellissima anche l'immagine di Ceppaloni da un servizio del TG1, i ceppalonesi commossi esprimevano la loro ammirazione e il loro amore per i due nuovi martiri della fede con dichiarazioni del tipo: "le dico solo questo lo chiamiamo Clemente"  o "un uomo di fede, molto religioso, non farebbe mai una cosa del genere" o "un uomo così intelligente" e via di questo passo, un sentimento sincero tra il culto della personalità e quello dei santi. Come possono ridursi dei cittadini :-( a quali livelli di cretinismo si arriva quando un'intero paese è ridotto a un feudo personale, che esempio di idiozia popolare e di cretinismo collettivo, sembrava di sentire gli abitanti dei quartieri di Napoli quando fui arrestato il boss della nuova camorra Raffaele Cutolo, un santo ingiustamente perseguitato. Intendiamoci, la saguisuga di Ceppaloni non è un criminale, assassino, spacciatore, ecc. ecc. Lui, sindaco, deputato europeo, ministro, deputato italiano, è un esempio di una più alta e nobile forma di mafia, la mafia politica, che questo ha di diverso dalla mafia comunemente detta, è estremamente più dannosa per il paese.

Che Gesù possa scacciare dal tempio questi 2 mercanti paraculi, che si nascondono ipocritamente dietro il cattolicesimo per perpetuare il malgoverno e la politica del malaffare.




 

postato da iangida alle ore 06:39 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: politica, mafia, giustizia, i mostri, la prevalenza del cretino

lunedì, 24 dicembre 2007

Natale, Dante e gli ignavi

Una sentita e commossa maledizione natalizia a coloro i quali abbruttiscono il mondo con la loro presenza e d cui ogni male trae vita, non i malvagi, ma coloro che rendono vittoriosa la malvagità, ché se mafia, corruzione, violenza, odio, sopraffazione, ingiustizia e tutti gli altri cavalieri del branco apocalittico tormentano da sempre la storia dell'uomo, è a loro che lo dobbiamo: gli ignavi, è il silenzio dei cosidetti buoni a rendere tanto assordanti le parole dei malvagi. La massa di pecore del gregge umano che trascorre il suo tempo chinando il capo e fingendo di non vedere non merita neanche l'inferno. A quuesti maledetti, alla maggioranza del genere umano, dedichiamo le terzine del Sommo poeta. Dal canto III dell'inferno:

Diverse lingue, orribili favelle,
parole di dolore, accenti d'ira,
voci alte e fioche, e suon di man con elle        27

facevano un tumulto, il qual s'aggira
sempre in quell'aura sanza tempo tinta,
come la rena quando turbo spira.        30

E io ch'avea d'error la testa cinta,
dissi: "Maestro, che è quel ch'i' odo?
e che gent'è che par nel duol sì vinta?".        33

Ed elli a me: "Questo misero modo
tegnon l'anime triste di coloro
che visser sanza 'nfamia e sanza lodo.        36

Mischiate sono a quel cattivo coro
de li angeli che non furon ribelli
né fur fedeli a Dio, ma per sé fuoro.        39

Caccianli i ciel per non esser men belli,
né lo profondo inferno li riceve,
ch'alcuna gloria i rei avrebber d'elli".        42

E io: "Maestro, che è tanto greve
a lor che lamentar li fa sì forte?".
Rispuose: "Dicerolti molto breve.        45

Questi non hanno speranza di morte,
e la lor cieca vita è tanto bassa,
che 'nvidïosi son d'ogne altra sorte.        48

Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa".        51

E io, che riguardai, vidi una 'nsegna
che girando correva tanto ratta,
che d'ogne posa mi parea indegna;        54

e dietro le venìa sì lunga tratta
di gente, ch'i' non averei creduto
che morte tanta n'avesse disfatta.        57

postato da iangida alle ore 16:31 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: poesia, etica, filosofia, i mostri

Chi sono

Utente: iangida
Nome: Gianfranco Marini

cerco di insegnare storia e filosofia al liceo scientifico di Quartu sant'Elena a due passi dal mare e da Cagliari.

Maktub, Tathastu
"cave ab homine unius libri"
"Nec ridere, nec lugere, neque detestari, sed intelligere"



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